Wodache, una carpooling startup a Beijing

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In un periodo dove i fenomeni di car pooling come Blablacar sono sempre più sulla cresta dell’onda, interessante l’esperienza in Cina di tre giovani americani.

Traffico congestionato, inquinamento dei gas di scarico e prezzi del carburante alle stelle. Tre giovani imprenditori hanno provato a trasformare gli incubi peggiori degli abitanti di Beijing in una grande opportunità. Eric Wang, James Hu e Jeff Hsu, infatti, nel 2011, hanno deciso di spostarsi dagli Stati Uniti per andare in Cina e dar vita ad un progetto chiamato Wodache: una piattaforma di carpooling che avrebbe dovuto facilitare la vita ai cittadini della capitale orientale.

L’idea era venuta ad Eric mentre era in vacanza in Grecia nel 2010. Qui, tra mare e spiaggia, lo startupper specializzato in investimenti bancari aveva sentito la notizia di una congestione stradale che partiva dalla Mongolia per arrivare fino a Beijing. “Cose da pazzi”. Eric decise di porvi rimedio con l’aiuto di James, amico di vecchia data che lavorava per la Microsfot, e di Jeff, già dipendente Apple.

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Singularity University – Un’esperienza straordinaria

Singularity University

Cura del cancro, biologia digitale, intelligenza artificiale, crescita 10x vs. 10%, tecnologie esponenziali, cambiamenti, lettura del DNA, nanotecnologie, robotica, intelligenza artificiale, prototipizzazioni continue, energie naturali infinite, internet of everything, vita. Sfide mondiali che segnano la svolta per almeno 1 miliardo di persone. Crescita.

E convinzione che nel futuro prossimo anche l’Italia possa giocare un ruolo da grande protagonista.

Ecco, in queste righe, cosa è stata per me l’esperienza alla Singularity University.
Ecco cosa rappresenteranno nella mia vita i 10 giorni trascorsi presso la Base Nasa Richard Ames a Moffett Field, in mezzo alla Sunnyvale Californiana, circondato dalle sedi delle società che stanno facendo la storia del mondo: Google, Facebook, AirBnB, Uber, e chi più ne ha più ne metta.

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Lightsquared, ovvero come dare fondo a 265 milioni di dollari senza risultati

LightSquared

È più importante il segnale GPS oppure Internet su tablet ed IPhone? Rispondendo correttamente a questa domanda capirete perché la startup LightSquared ed il suo proposito di realizzare una rete wireless 4G ad alta velocità siano falliti nel 2012.

L’avventura di questa azienda americana con base in Virginia ha avuto inizio nel 1988, con la American Mobile Satellite Corporation, trasformatasi, tra un’acquisizione e l’altra, prima in Mobile Satellite Ventures, poi in SkyTerra e, infine, nel 2010, in LightSquared.

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Non è bello fallire e non si diventa più sexy quando succede

Meglio non fallire

In questi anni va molto di moda scrivere che il fallimento è salutare, che è molto utile fallire, che solo in questo modo si diventa più sexy per gli investitori.

“Fail fast and restart”,  “se non fallisci gli investitori americani nemmeno ti guardano” “meglio fallire che avere successo soprattutto all’inizio”.

Palle. Enormi palle.

Ma chi scrive queste cose veramente pensa, ad esempio, che è meglio investire 100 mila euro su una nuova idea di un imprenditore che ha appena chiuso la sua startup rispetto a chi ha, ad esempio, appena avuto successo vendendo la sua azienda? Un investitore preferisce di gran lunga affidare i propri soldi a chi ha un track record di successi, a chi è riuscito ad evitarli i fallimenti.

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La guerra nei sistemi di pagamento online miete una vittima: Balanced

Balanced Logo

Il mercato dei sistemi di pagamento online è considerato ormai uno dei più competitivi e più critici, per l’importanza che riveste, per i prossimi anni. I tassi di crescita sono ancora importanti e come ha recentemente dichiarato il numero 1 di JP Morgan: “sarà una startup in Silicon Valley a rappresentare la fine della nostra attività”.

Non stupisce quindi che questo sia un mercato dove sono decine le aziende e le startup che cercano di ritagliarsi uno spazio. Tra le più importanti ricordo WePay, Dwolla, Braintree, Amazon Payments and PayPal. Ma anche Apple sembra voglia investire in questo mercato. Senza dimenticarci del “fenomeno” bitcoin.

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Banters: un’idea interessante ma una cattiva esecuzione. Poteva essere What’s App?

Banters

Quante volte vi è capitato di assistere ad uno scambio di battute memorabile con i vostri colleghi? O di sentire i vostri figli uscirsene con frasi degne di restare impresse negli annali famigliari? O ancora di avere un pensiero speciale e di volerlo condividere e commentare con gli amici? Perché collezionare solo fotografie e immagini di momenti magici e non le frasi più pregne di significato?

Lauren Leto e Patrick Moberg, nel 2010, hanno pensato e sviluppato una startup proprio per realizzare questo sogno: Banters. Grazie a questo sito, infatti, chiunque poteva pubblicare frasi e conversazioni sul web. Inizialmente il servizio si concentrava sugli SMS, ma rapidamente venne adattato per condividere anche chat, e-mail, tweet e molto altro, il tutto su una piattaforma utilizzabile sia su iPhone sia su sistemi Android. L’idea era sicuramente innovativa, ma nel maggio del 2012, con un post pubblicato sul proprio blog, Banters annunciò l’uscita dal mercato.

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Solyndra: l’epic fail della green energy a stelle e strisce

Solyndra Logo

“Solyndra aprirà la strada ad un futuro migliore e più prospero”

Questa era la dichiarazione di Barack Obama in visita al quartier generale di Solyndra il 26 maggio del 2010. Il presidente USA non sapeva ancora che, invece, era davanti ad uno dei più grandi epic fail della sua amministrazione, un caso che gli sarebbe potuto costare anche la rielezione.

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