Facebook fallirà entro tre anni

Mark Zuckerberg , Facebook

Facebook fallirà entro tre anni.

Premessa: so già che questo articolo farà discutere. Lo so, ma  sono tuttavia convinto di quanto ho appena scritto.

Perché se il social network più famoso al mondo non cambia in modo drastico, fra tre anni, massimo cinque, non esisterà più o non sarà più come ce lo ricordiamo.

Oggi leggiamo ancora l’incredibile ascesa della creatura di Mark Zuckerberg, che sembra inarrestabile. I concorrenti sono ormai solo social locali con una forza che non travalica i confini dello stato, per il resto Facebook ha il dominio assoluto.

Ma… indipendentemente dai risultati della quotazione al Nasdaq e dagli indicatori finanziari, e malgrado ciò che comunemente si pensa, Facebook ha grossi problemi.

Quali? Eccoli riassunti.

a)    La legge Darwiniana sulle nuove tecnologie. Sembra ieri quando Nokia aveva il 70% delle quote di mercato, Sony dominava l’elettronica di consumo, IBM il mercato dei PC,  etc. etc.  La storia, infatti, insegna che in tutti i mercati basati sulla tecnologia e sullo sviluppo tecnologico non esistono posizione di dominio assoluto “date” o per sempre perché tutti i modelli di business tecnologici per definizione vengono modificati da versioni più fresche ed innovative degli stessi.

b)   La legge sulla popolarità. Vi è mai capitato di andare in un locale perché di tendenza e smettere di andarci perché ormai ci vanno tutti? Diciamocelo: ormai su Facebook ci sono tutti e non è più “figo” esserci. Non fa più tendenza. Bisogna esserci. Ma fino a che punto?

c)   Vuoi raccontare i tuoi affari personali ai tuoi genitori? Ovviamente no. Ricordiamoci: inizialmente Facebook nacque come sistema per cuccare. Il fatto che fu bannato dall’Università non fece che renderlo ancor più un must. Ora invece anche i nostri genitori sono su Facebook e ci chiedono l’amicizia… non è ora di cambiare aria?

d)   Fare soldi non è uno scopo sociale. Quando Zuckerberg ha annunciato la quotazione con una lettera, scriveva che lo scopo di Facebook era di creare un mondo più aperto, connesso e trasparente……  mi fa ridere questa cosa…. Wikileaks si può fregiare di avere questi obiettivi, non Facebook, soprattutto quando continua a cercare di convincere le aziende a investire in pubblicità sfruttando i dati personali dei propri utenti.

e)    Facebook è sempre più utilizzato attraverso dispositivi mobili. Sui dispositivi mobili (tablet/smartphone) i ricavi pubblicitari crollano sia per un minor spazio a disposizione sullo schermo sia per una minore efficacia dei messaggi.

f)    Cambiamento del target di riferimento. Facebook ha un target abbastanza variegato e ampio, giacché ormai “ci sono tutti”. Ma per evitare l’incapacità che fu di Myspace di seguire il proprio target che cresceva (la generazione Y) è necessario che Facebook “segua” il suo target iniziale di riferimento nella sua crescita e nella sua maturazione.

g)    Tema privacy. Il più grande problema di Facebook (e l’unica fonte di guadagno).

Paradossalmente è proprio quest’ultimo aspetto il vero tallone d’Achille di Facebook e il castello crollerà quando anche le aziende capiranno l’importanza di usare i dati dei propri clienti in modo trasparente. Se la fiducia verso un’azienda viene meno, viene meno anche la possibilità per un’azienda di prosperare. Non si può fare business se non c’è fiducia.

D’altro canto il marketing delle società è alla ricerca spasmodica di ottenere più dati possibili sui propri consumatori e fa fatica a non … approfittarne.

Proviamo a pensare a quello che facciamo su Facebook: le foto che postiamo, le frasi che mettiamo, i link che guardiamo, le amicizie che abbiamo, i like che mettiamo… il sig. Facebook sa tutto di noi.

Tutto, sia da un punto di vista di abitudini, gusti, sia da un punto di vista psicologico: molte cose che questo social conosce su di noi probabilmente non le sappiamo nemmeno noi!

Il tema è che Facebook deve fare soldi: veramente pensiamo che queste informazioni non siano già in vendita?

Già oggi una società che si pubblicizza attraverso Facebook può clusterizzare in modo molto preciso la campagna pubblicitaria. Fate una prova: se selezionate nell’area “crea un’inserzione” come gruppo di persone un cluster ben specificato (età, luogo residenza, like) potete subito constatare che l’ampiezza del target può essere anche di poche persone o addirittura di una sola persona. E se impostate un messaggio e un determinato budget, la stessa persona che si collega a Facebook sarà bombardata da un vostro messaggio ogni singola volta che si collega al portale.

One-to-one.

Con i giusti messaggi è possibile persuadere le persone a fare molte cose, proprio perché certi messaggi possono essere creati conoscendo a fondo il destinatario. Non serve essere dei guru del mentalismo per capirlo.

Personalmente credo sia un abuso quello che Facebook sta facendo, sfruttando l’ingenuità (e ignoranza) delle persone. E l’abuso non è un modello di business sostenibile. Mi spaventa molto quando il presidente Obama dichiara che “saying that we have to be either private or secure is ridiculous”. Obama, ah bello, ma ci rendiamo conto che la libertà personale delle persone è INVIOLABILE?

Sempre più persone percepiscono l’importanza di custodire in maniera riservata i propri dati. E qual è il prezzo che ciascuno di noi dà, o è disponibile a dare, alle informazioni sulla propria vita? Per quanto tempo sarà sostenibile quest’aspetto?

La sintesi si potrebbe così descrivere: un modello di business basato sull’abuso della privacy dei propri utenti in un “posto” dove ormai ci sono tutti e non fa più di tendenza esserci. E dove l’innovazione tecnologica evolve a ritmi frenetici.

Non devo convincere nessuno di quanto ho scritto in questo articolo.

E’ così evidente. Certo, Facebook non crollerà dal giorno alla notte.
Sarà un lento e inesorabile declino.

Ci rivediamo fra tre, massimo cinque anni.

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Versione inglese dell’articolo. English version of this article here.

58 Comments

  1. Mi pare un articolo fatto per il gusto di scatenare la polemica da bar. Sicuramente ci riuscirà, ma non porta nessuna vera motivazione per dire “tra 3 anni Facebook fallirà”. Anzi quanto fatto ad oggi dimostra il contrario. Rispondendo ai punti dell’articolo:
    a – Guardare Google
    b – Guardare Google
    c – Secondo questa teoria qualsiasi social o comunità dovrebbe fallire. Facebook offre la possibilità di gestire la privacy ed i permessi di quello che si pubblica come nessun altro sito al mondo permette. E’ indubbio.
    d – Internet.org; oltretutto Facebook ha diritto di fare soldi come qualsiasi altra Azienda. Lasciamo perdere questi discorsi che lasciano il tempo che trovano
    e – Facebook ha capito l’importanza del mobile e ha fatto passi da gigante con le sue app. La pubblicità ha ampio spazio e ne avrà sempre di più. Ma ricordiamo l’importanza della User Experience. FB sta facendo ottimi passi in avanti sul mobile.
    f – FB ha un target profondamente etorogeneo. Anzi, NON ha un target. Ma conosce perfettamente chi lo popola. Come nessun altro. E per questo vale oro. A quale target dovrebbe tornare?
    g – Leggasi punto “c”

    Avrebbe avuto molto più sendo parlare di altri social, startup o progetti fallimentari. Ma non avrebbero mosso nessuno a discuterne. Probabilmente non avrei nemmeno sprecato un commento.
    In ogni caso il vero fallimento, secondo me, è stato questo articolo. Poco oggettivo, molto soggettivo.
    Mi spiace se sono stato anche un po’ duro… ma trovo queste cose un po’ “seccanti”, fatte per il puro gusto di far parlare a tutti i costi.

    E se non fosse così, avrò capito male io.

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    • Facebook andrà in profondissima crisi non appena esploderà G+ già sempre più gente ha smesso di ignorarlo. L’imminente esplosione di G+ avverrà con l’avvento dei google glass. Il futuro di internet, ossia l’internet 3.0 sarà Internet of things, Sempre più oggetti sono connessi ad internet in un futuro non troppo lontano tutto avrà una connessione wifi a quel punto i dati di facebook saranno “inutili” perché incompleti. Saranno gli oggetti a dialogare autonomamente con internet e a raccontargli cose che facebook non potrà sapere mai. Immaginate per esempio un letto che monitora il nostro sonno, quante ore abbiamo dormito, con chi, se abbiamo o meno sognato, se abbiamo avuto incubi, a che ora ci siamo svegliati, quanto ritenete importanti queste informazioni? Google offre già molti servizi gratuiti, pensate a google drive o calendar… assieme ad Android, Google si sta evolvendo. Attualmente ci sono 4 categorie di prodotti delle quali non possiamo più fare a meno tutti hanno una connessione: Tablet, Smartphone, SmartTV e PC… Hanno tutti in comune Google. Inoltre se posso esprimere un mio giudizio personale su Facebook l’ultimo algoritmo di NewsFeed di Facebook introdotto in Agosto, lo sta rendendo molto noioso. http://www.webinfermento.it/analisi-del-nuovo-algoritmo-del-newsfeed-di-facebook/
      Facebook non serve più a rimanere in contatto con le persone della tua vita… ma diciamoci la verità serve a “cazzeggiare” e per quanto sia divertente prima o poi ci si stufa.
      Ora potrei sbagliarmi, ma il futuro penso sarà degli oggetti.

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      • La prima parte del tuo commento sinceramente mi spaventa 😉 ma a vederci bene sarà così, solo che a leggerlo in un botto fa effetto…

        Riguardo GOOGLE non sono molto daccordo con te, sta iniziando a creare un po’ di confusione e credimi ho molti amici 25/30 enni, quindi una fascia giovane, che fanno casini incredibili proprio su questi aspetti che sono sempr epiù interconnessi,

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    • Beh sinceramente leggo questo articolo e personalmente mi ci ritrovo, ho quasi abbandonato Facebook, proprio per i motivi letti qui.
      La diversità di google (ahimè anche big G sta facendo delle ca****ate) è del tutto differente sugli aspetti pubblicitari.
      Se io cerco qualcosa su GOOGLE in quel caso i link pubblicitari mi possono essere utili.
      Se invece sono su FB e mi ritrovo banner pubblicitari perchè il giorno prima, ironizzavo con un amico su una questione, che vista su aspetti “psicologici” assumeva tutt’altro significato, ma io e il mio amico conoscendoci il nostro linguaggio che poteva essere innoquo, e sopratutto in privato, è stato strumentalizzato e il giorno dopo messaggi pubblicitari al quanto strani?!?

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  2. Ciao Edoardo, grazie dei commenti (apprezzati perché diretti, come piacciono a me). Credo ci sia un po’ di esagerazione in un titolo ma non credo di essere troppo distante. Premesso che non ho interesse a scatenare discussioni da bar ma solo scatenare riflessioni, quello si, però su tematiche che mi interessano. Per avere anche punti di vista diversi.
    Detto questo, certo, se FB diversificherà e cambiera non fallirà. Come scrivo servono però dei cambiamenti, velocemente, perché la privacy e la disaffezione di molti verso FB è evidente. Sapevi che tra marzo 2011 e marzo 2013 il numero di utenti fb negli usa è diminuito per la prima volta? I dati li puoi trovare qui: http://www.internetworldstats.com E le tendenze in molti paesi sono in diminuzione (seppur in crescita). Interessante anche questo articolo: http://www.theguardian.com/
    In generale credo che FB abbia diritto a fare i soldi ma come azienda investiamo alcune volte in pubblicità su FB e mi spaventa vedere come si risce a creare una campagna o più campagne veramente particolarmente invasive e personalizzate sui tuoi like, sui tuoi comportamenti, etc etc. Non mi sembra… corretto.
    Non ho parlato della concorrenza di nuovi social come suggerivi giustamente ma voleva essere più una riflessione generale per individuare, magari insieme a te/voi, quali possono essere nel prossimo futuro anche i principali competitor in ambito social
    grazie ancora e buona serata.

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  3. Come qualcuno ha già scritto sembra un articolo per fare polemica, infatti si base semplicemente su quello che Facebook è adesso, senza tenere conto che è un sito in movimento, dove tutto cambia costantemente, ma soprattutto è un articolo secondo me fatto senza intuire gli sviluppi futuri, tipo quello di puntare alla ricerca (non al motore di ricerca).

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    • Ciao Marco, grazie per il commento. In realtà non ha volontà polemica. Certo, ovviamente l’articolo si basa su come è ora e come ho scritto dico che se NON cambia farà questa fine. Considerando che non si può essere certi dell’evoluzione che prenderà, ho sollevato alcuni aspetti che continuo a reputare critici.Grazie, ciao

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  4. Ciao Andrea,
    Condivido il 95% di quello che hai scritto.
    Il 5% di dissenso lo lascio al problema “privacy e sicurezza”, argomento delicatissimo e per il quale non ho idea di quale possa essere la soluzione: lascio che Obama spii i miei messaggi ed in cambio lui intercetta i terroristi?
    Non uso Facebook, ma mi sembrano centrate le opinioni di Michele relativamente a Google: la mia posta è Gmail, il mio motore di ricerca è Google, il mio telefono è Android, uso molto YouTube e Maps (magari anche come navigatore)…rabbrividisco di quello che sanno di me Larry e Sergey.
    Quando ero piccolo i genitori mi mettevano in guardia dagli spacciatori che ti davano gratis la droga per farti cadere nella dipendenza.
    Ora io sto abboccando, molto soddisfatto, ai servizi gratuiti e ben fatti dei signori di Google: in cambio sto regalando “chi sono”?

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  5. Trattasi di “Mark Zuckerberg”, non di “Mark Zuckemberg”. Se si scrivono “editoriali” – a maggior ragione così ambiziosi – il livello minimo di accuratezza è imprescindibile.

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  6. Ciao Andrea,
    i monopoli o le posizioni dominanti, come citi tu nel caso Nokia, sono fatti fatti per essere attaccati, qualche volta scalfiti e in tanti casi distrutti; l’elenco e lungo. Personalmente penso che sia “agiatezza” della posizione dominante, ad incidere sul livello di aggressività (intesa come voglia ad intraprendere), o in alternativa può essere l’aggressiva dei nuovi “affamati” a spingere verso qualcosa di innovativo, qualcosa che sbaragli le carte in tavola.

    Google +? No perché non poi così innovativo. Non è neppure strategico; Infatti è solo una manovra tattica di Google per presidiare il mercato pubblicitario nei social………

    Privacy ? No perché sarebbe troppo semplice. E poi non e solo un problema di FB; il tema dei big data e dell’analytics è sulla bocca di tutti da qualche tempo ………. (ne parla anche IBM, adesso), Google è da anni che analisi comportamentale…….

    Il livello di profilazione, che fa scopa con “customer experience”, del motore di ricerca (30 miliardi di pagine censite ogni giorno e 3 miliardi di ricerche giorno) è così pervasivo che se compri 10 Pc nuovi e li dai a 10 persone diverse, il primo giorno di utilizzo, la SERP risultante sarà uguale per tutti, ma solo dopo una settimana la stessa ricerca tassonomica sarà “personalizzata” per ciascun Utente.

    Eppure tutti, (il 96% della popolazione nel mondo) utilizzano google per qualsiasi ricerca senza percepire la pressione della profilazione costante.

    Non sarà quindi la privacy a far tracollare FB, ma sarà qualcosa altro di nuovo, non so qualche bella start up, quelle che che non chiudono, o che finisco nel portafoglio di Apple, Amazon, Google, ma chi può dirlo………….d’altra parte prima di Nokia esisteva un altro monopolio che sembrava inattaccabile…. ed era Motorola….

    :-)

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  7. Che immensa cavolata :)

    Ti dico solo che Facebook è un grandissimo strumento, basta saperlo utilizzare. Articoli come il tuo non possono far altro che farmi piacere. Io con FB ci vivo e faccio numeri che non riuscirei mai a fare via Google. Però c’è da dire che Google comincia a premiare anche le interazioni social e…magicamente….comincio pure a posizionarmi.

    Insomma..per me è stata la manna dal cielo e il trend è sicuramente in crescita. Il bottone facebook connect, utilizzato a dovere e con double opt-in mi consente inoltre di profilarmi l’utenza anche in eventualità un domani non esista più FB (cosa che credo sia veramente remota).

    Non dimenticarti che il diario sta sempre più sostituendo i vecchi album fotografici.
    Tra cinquant’anni mi sento di poterti assicurare che i nostri nipoti andranno a curiosare su cosa facevano i propri nonni alla loro età…e solo FB potrà dirlo.

    Concludo dicendoti che se studi FB Ads e targettizzi bene riesci tranquillamente a fare dei ROI che non potrai fare mai in alcuna altra piattaforma. Un articolo come questo mi sa che è un pò una gelosia perché, forse, non hai mai creduto in Facebook e non sei mai riuscito a concepirlo come strumento utile.

    Beh..c’è chi invece lo ha fatto e i risultati sono impressionanti.

    P.S.: i risultati ovviamente non li trovi da nessuna parte, ma ti basta APRIRE GLI OCCHI per vedere che negli ultimi anni sono nate startup che fatturano milioni di euro grazie al traffico Facebook, E NON PARLO NEGLI STATES, ma in Italia.

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    • Ciao peppino… Scusa, cosa c’entra quello che scrivi? Il ROI su fb ads e’ alto proprio per i motivi di cui discuto nell’articolo. Quindi vai a confermare parte del contenuto dell’articolo.
      Nessuno discute sul fatto che sia come scrivi tu un grande strumento…per chi come te lo usa per fare soldi. Anzi. Ciao

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  8. Ogni opinione è rispettabile, per carità, ma mi sembra che il presupposto della tua analisi sia banale e ovvio. A molti che criticano il tuo articolo rispondi: se FB non cambierà…… E’ ovvio e banale. Se Audi avesse continuato a fare il modello 80 sarebbe fallita da tempo, la stessa Fiat non si è fermata alla Topolino. Sembra che dai per scontato che FB non voglia innovare e personalmente mi sembra il contrario, basta guardare cosa era cinque anni fa e cosa è oggi. Oltretutto, e non è un aspetto secondario, quando MZ creò FB il mondo era diverso, l’accelerazione che subisce la tecnologia è geometrica: se FB nascesse oggi probabilmente verrebbe acquistato da Google, ma FB è oggi, come impresa, nella fase della maturità, è sfondata di soldi ed ha quindi grandi capacità di investimento, ha la possibilità di innovare e acquisire chi innova: ovvio, se non lo fa chiude i battenti. Come tutti del resto. Quindi non direi che c’è un problema di business model, al massimo possiamo discutere di gestione e strategia.
    Riguardo la privacy permettimi una riflessione più filosofica che economica: il mondo cambia molto velocemente e i cambiamenti spesso sono veicolati dalle aspettative delle persone. Il successo dell’ ipad, per fare un esempio, è conseguenza del fatto che gli utenti sentivano, anche inconsciamente, la necessità di avere un device con quelle caratteristiche. SJ ha solo capito questa necessità prima di altri. FB è nato perchè c’era una necessità. Nessuno è obbligato a iscriversi a FB o a postare foto, stà nel proprio libero arbitrio farlo, condividere pensieri, eventi o immagini è una scelta. Qualcuno ci ha fatto un business, punto. Tutti vogliamo wifi libero ovunque. Perchè? La risposta è banale: vogliamo essere sempre connessi. Ed essere sempre connessi significa anche rinunciare a una parte della nostra privacy. Ma siamo sicuri che il problema, per la nostra privacy, sia FB? Oggi siamo imbottiti di device che richiedono connettività e non siamo mai sazi di questi prodotti. Chi produce hardware si muove in questa direzione, occhiali, bracciali, anelli….. tutto per essere sempre connessi, condividere e fruire servizi. Il concetto di privacy è cambiato. Vuoi tutelare la tua privacy? Non connetterti a nulla!! Mia nonna ha una privacy blindata. Per inciso ma anche per dire che i tempi cambiano ma i concetti del business son sempre quelli: il bottegaio che ho sotto casa sa che mi piace molto la testina (salume, credo mantovano, fatto con parti molli della testa del maile :-) ), e lo sa perchè da anni quando la prende io non resisto, se entro lui già la mette sull’affettatrice. Ecco, è banale e stupido come esempio, ma è chiaro che il bottegaio conosce le mie abitudini alimentari e in fondo, gli ho ceduto un pò della mia privacy.

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    • Però permettimi di non essere completamente d’accordo con quanto dici. Non ci sarebbero migliaia di cause contro FB sul tema privacy se non fosse un tema reale. OGgi pochi danno peso all’importanza dei propri dati e si svendono gli stessi. Ma il tema centrale che ho provato ad esprireme, sul tema privacy, è diverso: tu vai dal bottegaio per un motivo evidente. Vai dal salumiere per comprare il salame. Etc. Su FB non vai per comprare qualcosa, vai per connetterti ad amici e condividere parte della tua vita. Bene. All’interno tutte le info sono usate per plasmare un’attività nei tuoi confronti.
      Certo, 3 e Vodafone sanno quanto mi collego. Ma non mi interrompono la telefonata e non ricevo sms con offerte commerciali perché ho negato il consenso al trattamento dei daty per la privacy.
      Uno degli aspetti di cui andare fieri in questo paese è proprio la gestione sulla privacy che è gestita in modo ottimale proprio per evitare situazione di abuso da parte di chi entra in possesso di certe informazioni. E’ la legge italiana e ti assicuro funziona parecchio bene.
      Quindi non è corretto quando affermi che sul tema privacy non bisogna connettersi. Perché lo Stato riconosce la possibilità di connettersi senza che i dati in possesso di chi ci fa connettere siano usati.
      Su FB è diverso. I dati delle nostre azioni sono costantemente usati dalle aziende nelle loro campagne.
      Sulla prima parte della tua email non condivido, ma evviva la libertà di pensiero.
      Grazie, ciao
      andrea

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    • Divertente l’esempio del bottegaio…

      Ma metti il caso che il bottegaio sotto casa sua, riceve da un’azienda di salumi una proposta nuova.. e invece di proportela come suo fidato cliente, da il tuo riferimento all’azienda salumificio che ti contatta direttamente al telefono, e la cosa ti secca parecchio ?!?
      Se poi ci aggiungi che l’azienda di salumi si avvale di un call-center dove si cono persone frustrate che magari per venderti il prodotto ti chiamano 3 volte al giorno?
      Non ti incazzeresti con il tuo bottegaio….

      Il mio vuole essere un banale e stupido esempio 😉

      Questo a mio avviso dice questo articolo

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  9. Straquoto allegramente.
    Aggiungo anche: chi usa internet è convinto di avere i propri dati al sicuro?
    Ragazzi, navigate su internet: vi registrate in giro, lasciate traccia ovunque.
    Chiunque sa molto più di voi di quanto sa Facebook. Anzi: FB sa molto, ma dai vostri dati di navigazione si sanno molte cose utili per monetizzare la vostra esperienza online.

    Interessi, cronologia, pagine visitate: spot su misura per voi. E tutto senza la vostra esplicita (anzi conscia) volontà.
    Non parliamo allora di FB: un sito chiuso (da fuori non vedete niente, i contenuti non sono nemmeno indicizzati), un CLUB dove chiunque può inserire qualsiasi cosa ma DECIDENDO COSA MOSTRARE E A CHI. Il discorso privacy per assurdo è ben peggiore in tutto il resto del mondo, non in questo “paradiso terrestre” dove si può decidere con un click cosa vogliamo far vedere.
    In GMAIL vi escono addirittura pubblicità collegate ai contenuti dei messaggi… e sono venute fuori grosse polemiche al riguardo!

    Per tutto il resto… e tornando al mio commento (il primo in alto): sì, FB può fallire. Anche la Lehman Brothers è fallita.
    Una cattiva gestione può far fallire chiunque, anche Apple o Google. Il discorso di “anto.ww” è giustissimo.

    Ora, a mio parere, non ci sono i minimi presupposti per poter dire che entro 3 anni Facebook fallirà. Anzi, tutto il contrario. Il mercato di riferimento è inoltre così mutabile e veloce che non si possono fare queste previsioni a lungo termine. Intervengono così tante variabili, competitor e tecnologie nel giro di pochi mesi che tutto cambia e si stravolge in maniera inaspettata.

    Detto tutto ciò: in ogni caso complimenti per il sito e soprattutto per le risposte date. Nonostante alcuni interventi, il mio in primis, siano stati tutt’altro che delicati è stato sempre mantenuto un comportamento eccellente e invidiabile.

    E sicuramente ha invogliato il dibattito 😉
    Ciao!

    Edo

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    • Penso che più o meno tutti qui sappiano che google e facebook utilizzano i nostri dati. Come tutti sanno anche che questi dati possono essere utilizzati dagli utenti stessi per promuovere il proprio prodotto…

      Certo che facebook può fallire, quello che contesto è che la motivazione sia l’uso dei dati personali…

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    • Ciao Edo grazie dei complimenti e dei contributi. Come scrivevo sopra, credo che il tema “sicurezza” è centrale. Lo stato italiano riconosce una tutela enorme sui dati personali, sul tema privacy. Enorme rispetto ad altri paesi. Quindi se navigo etc etc e non voglio che queste informazioni siano utilizzate ti assicuro che non sono utilizzate. E se qualcuno utilizzasse questi dati, non solo puoi denunciare ma è un reato penale. E sono veramente (e giustamente) inflessibili nel perseguire abusi, con una divisione della Guardia di Finanza di Roma che si occupa costantemente a scoprire eventuali abusi. Dall’uso improprio di una telecamera in un negozio all’utilizzo di dati on line. Quindi si, so che le info su di me che navigo sono monitorate, ma so che non sono utilizzate. E chi pensa il contrari dovrebbe dire come dove e denunciare la cosa.
      Su FB invece i dati non sono nostri. E tutte le nostre azioni possono essere, indipendentemente dal livello di privacy che settiamo, oggetto di azioni commerciali.
      Ciaoooo e grazie

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    • QUOTO:
      Detto tutto ciò: in ogni caso complimenti per il sito e soprattutto per le risposte date. Nonostante alcuni interventi, il mio in primis, siano stati tutt’altro che delicati è stato sempre mantenuto un comportamento eccellente e invidiabile.

      E sicuramente ha invogliato il dibattito 😉
      Ciao!

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  10. Alcune precisazioni sono doverose. Non intendo dire che FB non è fallibile, tutti sono fallibili, ci mancherebbe altro. Sono le motivazioni che hai dato che sono poco convincenti a mio modesto parere. Credo anzi che FB sia una azienda che deve affrontare dei problemi enormi, cosa che farà probabilmente anche bene, ma non credo che i suoi problemi maggiori siano sulla gestione della privacy.
    Recentemente ho aperto una nuova utenza con Wind (nuovo numero, non portabilità) e premetto che sono anche cliente Vodafone (da 5/6 anni circa, prima ero in Wind). Una cosa che non riesco a capire è come fa Vodafone a chiamarmi sul nuovo numero (Wind) per farmi proposte commerciali: è un numero vergine, nuovo di zecca, fatto con Wind 6 mesi fa!!! La mia privacy è stata sicuramente violata e potrei sicuramente chiedere conto a qualcuno (è vero la privacy è materia ben trattata e garantita in Italia). Il problema è casomai il perché dovrei farlo. Una causa che durerebbe anni per ottenere non so cosa? Mah! Spesso in Italia si fanno leggi molto articolate su specifiche questioni che poi trovano difficile attuazione quando inserite nella routine quotidiana (ogni contratto ha qualche quadratino da barrare con delle miniature che autorizzano il trattamento dei dati personali ….). L’esempio del bottegaio è semplice in se ma ti dice che se domani 10 clienti chiedono un prodotto qualcuno lo procurerà. E non è vero che su FB non compro nulla, è un concetto riduttivo questo: non si dovrebbero quantificare i servizi solo dal loro costo monetario. Utilizzo virgilio mail e non pago una lira!!
    Quello che intendevo dire è che i tempi cambiano e che spesso abbiamo dei preconcetti. Il non connettersi a nulla è un paradosso. E’ come dire che per non inquinare mi sposto solo a piedi! Dieci anni fa molti neanche immaginavano dove l’elettronica e l’informatica sarebbe potuta arrivare e oggi possiamo comunicare attraverso FB senza spendere una lira. Vuoi riservatezza? Cancella il tuo profilo FB. Cancellati da Linkedin. Cancellati da Twitter. Per telefonare usa un telefono analogico e manda dei fax!
    Complimenti per il forum e per la correttezza nella discussione.
    PS Lo Stato fa anche delle buone leggi, alle volte un po troppo, ma non le fa applicare.
    PS.2 13 mesi fa ho intentato una causa nei confronti di una azienda, mi hanno appena spostato la prima udienza (fissata per il mese prossimo) di ulteriori sei mesi.

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    • Il che non è un male… Consideriamo sempre che il grande utilizzo dei social è mobile. Non tutti i giovanissimi hanno uno smartphone (Deo gratias!) perché tanti genitori non intendono comprarglielo. E non intendono fare abbonamenti internet per farli rincoglionire ancora di più. Anzi spesso i genitori cercano di controllare i figli e la loro presenza sui social (e fanno bene) e quindi non lasciano andare indiscriminatamente i pargoli a pascolare su Facebook.

      E’ quindi naturale che la fetta dei giovanissimi trovi difficoltà ad andare su FB. Non è nemmeno il suo target di riferimento: comporta grossisimi problemi con la privacy, l’accettazione delle normative e con la loro gestione. Non è un target interessante a livello di “business”, non acquista (non direttamente), non compra pubblicità.
      Non come i 17-18enni e oltre.

      Il dato è interessante a fini statistici, penso, ma non preoccupante. D’altronde non si può avere tutto nella vita ^_^.
      No?
      PS: non Instagram, Vine and co… sono servizi, non paragonabili a FB. Forse più inquadrati per questo target “usa e getta” :)

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  11. In realtà dice quanto ha perso in popolarità fra gli adolescenti, per altro una categoria con budget di spesa inferiore rispetto ad altre. E in ogni caso è una cosa abbastanza normale: appena nato FB era unico e ,come per tutti i prodotti, non appena ha avuto successo molti competitor (con più o meno successo) si sono affacciati sul mercato. Restando fisso il numero di potenziali clienti è evidente che con l’ingresso in un segmento di nuovi operatori le quote tendono a liquefarsi. Pensiamo ad Apple: quando ha creato Ipad (ma anche Iphone o Ipod) era leader unico, c’era solo l’Ipad !! Poi Samsung e altri produttori hanno fatto il loro ingresso e oggi Ipad ha quote importanti ma non uniche rispetto a qualche anno fa. Possiamo dire che Ipad è un fallimento per questo? E’ il mercato, funziona così.

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    • Cosa c’entra scusa. Io ho dato 5-7 cause diverse non ho detto che facebook e’ fallito. Non replico e rimando a quanto ho scritto. Ciao

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  12. Io credo che non fallirà, almeno in senso stretto ma si ridimensionerà molto e dovrà trovare a mio avviso nuove fonti di entrata o migliore i suoi ads. Personalmente nonostante sappia tutto di me, mi esce pubblicità che non potrebbe affatto interessarmi e oltretutto noiosa. Credo che se avrò cliccato 10 vole su un loro ads è anche troppo. Qualcuno ha parlato di elevato ROI sulle campagne pubblcitarie, forse è così per certe categorie merceologiche di nicchia ma il grosso dei big spender non investe su fb, quando anche molte categorie che oggi lo fanno, avranno notato il basso rendimento dei loro investimenti pubblicitari su facebook (da qui ad alcuni anni di utilizzo) ci sarà un ridimensionamento del fatturato. Quanto al paragone con Google o con Apple nulla di più sbagliato: Google è un social network che si basa sul principio della network externality. SE non compro Apple o non faccio ricerche su google non creo un danno alla società (un mancato profitto quello sì), ci saranno altri acquirenti a farli. Ma nel cso di facebook la legge di metcalfe dice che ogni utente aggiunge valore cmplessivo alla rete e visto che è una rete di proprietà, un utente in meno su facebok toglie valore a facebook in maniera netta e determinata. Quanto alla privacy, mi preme sottolineare che FB non vende dati a nessuno, e che nessua azienda avrà mai i suoi dati, se non in fase di elaborazione dei target (anonimi) degli ads. Quello è un problema che si perde automaticamente si va su internet, m appunto dipende come viene gestita.

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  13. Qualcuno giustamente ha detto che FB serve per cazzeggiare, alcuni invece lo utilizzano come valido strumento di marketing (arte potenzialmente prolifica quanto noiosa). Nella categoria cazzeggiare va però ricordato che si ritrova una sacca enorme di persone che si iscrive con falsi profili, che ne ha più di uno, che utilizza i social e i forum come troll con l’unico scopo di divertirsi alla faccia della marmaglia di discorsi populisti prodotti da esperti improvvisati spesso anche con intenti moralizzatori. Cosa se ne faranno di questi dati le aziende di comunicazione?
    Come li interpreteranno? Si tratta di un aspetto teatrale, opportunamente e volutamente falsante, operato da intelligenze umane difficilmente soggiogabili.
    Le finestre che si aprono quando leggi delle notizie su un magazine per esempio, o le pubblicità su youtube, sono invece la cosa più fastidiosa. In fondo che efficacia può avere uno spot su fb su uno che utilizza profili falsi per cazzeggiare? Youtube insegue il modello spotify e si farà pagare per fornire video musicali senza spot. La pubblicità che interrompe le telefonate invece esiste in america. Il lusso è quello di permettersi di pagare tutti per non avere pubblicità in buca. Il problema non è tanto dunque la proposta nella colonna di destra che personalmente non ho mai considerato, ma la pubblicità invasiva che blocca il flusso della comunicazione o della lettura. Quella si che è veramente fastidiosa, praticamente un ricatto. Poi in fondo se le autorità, google e fb ecc conoscono la montagna di boiate postate o inviate via sms allo scopo di cazzeggio in fondo credo ci sia qualche addetto all’interoretazione dei dati in cura psichiatrica. Solo un ingenuo può avere un profilo con il proprio nome vero, postare le proprie foto, e scrivere ciò che veramente pensa, ma del resto la maggioranza si comporta in questo modo e dunque che ne subisca le conseguenze.

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  14. Ciao ho letto il tuo articolo. Le tue considerazioni sono troppo nette per una visione a 3 o massimo 5 anni. 3 anni su internet hanno la capacità evolutiva di 3000 sulla terra. 5 anni rappresentano un’era geologica. Io credo e ritengo che in Facebook stiano lavorando all’evoluzione, alla trasformazione. Probabilmente nei prossimi anni FB integrerà un marketplace di prodotti virtuali e fisici e starà anche valutando l’opportunità di creare una rete distributiva stile Amazon, visto anche che Amazon sta cercando di copiare Facebook.

    Decretare poi il fallimento tra 5 anni mi sembra una sparata da bar più che una considerazione logica, non porti un esempio solido a questa tua tesi. Non leggo un’analisi seria ed approfondita sui perchè di un fallimento ma solo delle considerazioni superficiali e un pò banali. Se avessi usato come tesi delle tue considerazioni basate sulla difficoltà di raddoppiare gli utenti o la fine del concetto di società salvadaniaio usate dalla borsa americana per mantenere un alto livello d’investimento forse avresti potuto argomentare meglio i perchè di una chiusura di FB.

    Usare il discorso sui genitori lascia un pò il tempo che trova, ad esempio non consideri che avere genitori come amici di facebook può portare ad un uso più responsabile del social.

    Per il resto complimenti per il sito che è sicuramente interessante e fonte d’informazioni.

    Saluti
    Marco

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  15. Nel 2009 ho scritto di getto un raccontino, Facebook2013, che provava a ipotizzare la distopica ascesa del social network più famoso del mondo. E’ disponibile in pdf gratuito e l’ho linkato qui al mio nome, Andrea se hai tempo dagli una letta e fammi sapere cosa ne pensi.

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  16. Vorrei spostare il discorso da una lettura “marketing” di Facebook a una lettura “feeling”.

    L’utilizzo medio è in calo.

    Sta cominciando il target più “consapevole”: i 25-35 enni.
    Il target degli studenti, che ha molto tempo libero.

    Semplicemente questo target, soprattutto femminile,
    si sta rendendo conto che dopo alcuni anni di utilizzo di FB,
    il tempo trascorsoci sopra non ha restituito quanto ci si aspetterebbe
    in termini di soddisfazione personale.

    In termini di nuove vere amicizie.
    In termini di “seduzione”, di “rimorchio”.
    In termini di alimentazione del proprio narcisismo: paradossalmente
    se tutti ci sono sopra, allora il fatto che la propria “notorietà” aumenti è un’illusione.
    In termini di contatti professionali.
    In termini di accresciuta conoscenza delle cose: poiché le discussioni
    si mantengono inevitabilmente a un livello superficiale, di bolla.

    Ecco perché molti profili un tempo attivi, curati come piante,
    hanno l’ultimo aggiornamento a mesi fa.

    Questo è evidente facendo un giro da qualche mese su FB.

    Però la macchina ha generato talmente in termini di profitto,
    che certamente non fallirà tra tre anni.

    Durerà ancora a lungo, ma come oggetto “fuori moda”.

    Per dovere di onestà aggiungo che non ho fonti attendibili
    per dimostrare quanto ho detto sopra (non ho statistiche alla mano),
    ma che questo tipo di “stanchezza”,
    noia, o atteggiamento tipo “non lo uso quasi più e mi sono ripresa il mio tempo libero”
    li sento molto in crescita tra le mie amiche e un po’ tra i miei coetanei in generale.

    Anna

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  17. Io credo che il tutto debba essere visto sotto l’evoluzione del mercato hardware oltre che per tutto il resto.

    I PC continuano a perdere terreno, mentre smartphone e tablet continuano, nonostante la crisi, a fare numeri sempre crescenti.

    Ora facebook voleva fare il suo smartphone e forse un motivo c’era….

    Ad oggi google con Android ha il 70,7% del mercato mobile, il che vuol dire che il 70,7% delle persone che compra un cellulare di nuova generazione o un tablet ha in automatico un profilo G+, e si perché per avere pienamente funzionante un terminale android devi fare un account con google e quando fai un account con google hai in automatico attivi tutti i servizi.

    Quindi il 70,7% delle persone appena scatta una foto, senza nemmeno pensarlo ha la foto su G+ ed un’altro suo amico la commenta sempre tramite un terminale G+ e così via.

    Ora questo potere FB non ce l’ha! SI gira su tutti gli smartphone (ma anche G+) ma Google lentamente sta guadagnando posizioni in maniera silenziosa, aggiungendo funzionalità per cui FaceBook è ancora indietro. I google Glass (di cui io ho realmente paura) saranno collegati a tutto questo. Quindi immaginate di camminare con i suddetti occhiali sul naso e pop up ecco che appare un commento positivo di un tuo amico su un ristorante che hai appena visto…

    Google sta creando un substrato solido su cui basare le fondamenta del suo social ed appena sarà pronto FB non potrà che diminuire di popolarità.

    Perché usare due strumenti per la stesso bisogno quando uno ha le stesse funzioni dell’altro più molte altre?

    La tecnologia è anche bisogno di innovazione, nuovi stimoli, cose non ancora viste!

    FB potrebbe salvarsi solo con un innovazione che per adesso non è all’orizzonte.

    Poi se è riuscita a fallire Kodak che aveva il brevetto su tutti i sensori delle macchine digitali del pianeta (tranne le sigma foveon) direi che anche FB è sulla giusta strada se non tirerà fuori qualcosa di davvero INNOVATIVO

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  18. Fa ridere leggere i tanti commenti di chi ritiene questo un post polemico e lo commenta proprio centrando in pieno lo scopo, renderlo il più visto

    comunque concordo in pieno sul punto:
    e) Facebook è sempre più utilizzato attraverso dispositivi mobili. Sui dispositivi mobili (tablet/smartphone) i ricavi pubblicitari crollano sia per un minor spazio a disposizione sullo schermo sia per una minore efficacia dei messaggi.

    Da gestore di un piccolo e-commerce scarto la diffusione su tali dispositivi che ritengo dispersivi per molti obiettivi tranne che per il mercato dell app.

    Spero per Zuckemberg & co che non accade quanto detto, ma ne riparleremo tra qualche anno… Todo cambia!

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  19. A mio avviso facebook non fallirà, anzi si espanderà alla Google offrendo altri servizi innovativi (già fa da sms/email/motore di ricerca/videoconferenza).
    Poi le leggi del mercato sono dure e tutto è possibile…

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  20. scusa ma google ti serve se hai android se hai apple o altri mi pare che non sia necessario
    io non sono iscritta a nessun social e non ne sento francamente la mancanza, mi rendo conto che in giro la gente ne parla parecchio e non vedrebbe l’ora di spiarti lì, che tristezza

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  21. Facebook, Google+ e tanti altri sono, innanzitutto, strumenti. In quanto tali subiscono variazioni, crescite e descrescite. Aggiungiamo che poi sono strumenti che fanno capo ad aziende. Come tutti , prima o poi (non sarei così certo sulle date!) scompariranno nella loro Natura attuale sopravvivendo modificandosi o scoprendo del tutto. Non dobbiamo dimenticare che non si può essere presuntuosi credendo di sapere quali scelte strategiche stiano mettendo in atto proprio ora! Vero è che che Nokia non è più quella di un tempo ma fino alla sua “caduta” non era del tutto prevedibile! Questi giganti hanno ben altro a cui pensare! Ti faccio i miei complimenti comunque per aver “scatenato” una bella discussione! 😉

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  22. Concordo anche con alcune ragioni a favore di Facebook trovate nell’articolo, basilari e condivisibili:

    Oltre alla apprezzabile ironia, si possono anche evidenziare le ragioni della protesta di Facebook. Lo studio, infatti, secondo Big F ha almeno tre gravi debolezze:
    – Il paragone con un virus: Un servizio di social networking può effettivamente distogliere molta attenzione ed è stato dimostrato che alcune persone hanno sviluppato forme di social-addiction, ma questo non significa che funziona in realtà come un virus. Si tratta di processi culturali.
    – Il paragone con MySpace: Su questo Facebook proprio non ci sta. Lo studio non fa menzione del fatto, incontestabile, che è stata proprio la creatura di Mark Zuckerberg a seppellire MySpace, quindi devono avere caratteristiche così diverse da rendere inutile un confronto sui loro destini.
    – Aver usato il motore di ricerca: L’errore fondamentale dal punto di vista tecnico. Facebook sa bene di crescere nell’ambiente mobile, sui cellulari, dati che non sono ancora indicizzabili. Il declino delle query su Google non dimostra molto considerando che oltre la metà del traffico di Facebook proviene dall’attività in connessione mobile.

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  23. Ma credo che questa previsione sia una stupidaggine, dalla storia di internet tutti i sistemi hanno avuto un declino perchè hanno creato altri programmi e altre chat più belle che le sostituivano, ad esempio msn molti non usavano più perchè è stato sostituito da facebook più bello. Invece io vedo che con l’affermarsi sempre di più degli smartphone si è addirittura rafforzato perchè si è contattabili ovunque, ovunque io posso scattare foto e pubblicarle su fb.

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  24. ragazzi facebook fa schifo!!

    ps (sono giovanissima) ho detto tutto.

    c’è chi piace e chi no.. ma per favore sveglia!!!
    volete mettere la vita reale ed essere macchine da robot..bene volete questo poi non dite che siete diventati pazzi e non volete più tutto ciò perchè alla base di questo si sta creando un futuro sociale davvero pessimo.. la gente piace essere dominata e succube e riempita di stronzate ( tanto che diventiamo macchine cavie umane senza saggezza) basta vedere i ragazzi di oggi ma anche adulti quanta poca maturità e umanità si possieda.

    la natura è bella e viversi le persone ancora di più e il velo dell’mistero che la vita ci riserva ci da gioia ansia e stati d’animo che piano piano spariranno del tutto.. non ci sarà più la voglia di scoprire una persona, non c’è l’attesa e le cose semplici, saremo (siamo) tutti uguali..e cosa ci sarà di bello poi in futuro nel viversi una propria vita alla scoperta di se stessi e degli altri..?
    Nulla perchè arriveremo a non guardarci neanche in faccia, morti dentro e privi di ogni spirito.
    Noi siamo cani da cavia ( come i topi) per tutti quelli che ci proggettano dietro la tecnologia facendo crederci di aiutarci e facilitarci ma sotto c’è solo esperimento di menti geniali capaci di succhiarci vivo il cervello e allontanarci dalla verità…
    qui poi si finisce in un altro discorso e non vado fuori tema ma è tutto collegato.

    Attenzione non sto dicendo che la tecnologia non mi piaccia e non mi serve ( alla fine è la gente e i fini delle persone che non mi piacciono) cercate di vedere davvero tutto ciò che usate con realtà e cervello che ancora c’è indipendente e non c’è bisogno di un sostegno tecnologico per sostenerlo.. ancora no per il momento.

    guardate questo commento come volete
    stupido,sciocco,saputello e fanatico tutto ciò che volete..

    ma vedremo in futuro..
    e se io caso mai non ho detto baggianate allora si che opterò per il mio suicidio!

    arrivederci

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  25. Previsione completamente sbagliata Facebook non fallirà… adesso che controllo Whatsapp è anche più forte che mai… Al massimo fallirà Yahoo nel giro di 3 anni…

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  26. Bellissimo vedere a distanza dei 3 anni come nessuno c’abbia capito nulla. Fb ancora li! G+ morto… Ahah tutti a fa previsioni ma nessuno buono a farle

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    • ciao Maury, se hai letto il mio articolo davo si un titolo forte ma davo delle motivazioni. FB negli ultimi 3 anni ha cambiato moltissimo (non grazie al mio articolo ovviamente). Fosse rimasto dov’era, non sarebbe qui. E cmq dei grandi punti interrogativi rimangono (sempre meno utilizzato per scrivere la propria vita, sempre piu come feed personale) ciao

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  27. Mi accorgo solo ora di questo articolo ‘geniale’.
    Bene, 3 anni dopo, Facebook fa oltre 1mld di dollari di utile all’anno.

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  28. Ci siamo rivisti tra tre anni e, purtroppo, la tua previsione non si è dimostrata corretta.
    Dico purtroppo perché avrei davvero voluto che tu avessi ragione.

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    • ciao Jacopone, hai ragione. Ma nel frattempo FB è cambiato moltissimo. La pubblicità su Fb funziona finalmente molto molto bene (3 anni fa chi investiva in pubblicità su FB aveva risultati deludenti) e lo sviluppo via app è stato tremendamente importante. Inoltre credo sia sempre più, almeno per me, uno strumento di feeds costante su argomenti che mi interessano. Ecco, diciamo che mi sembra molto diverso da 3 anni fa. Tu cosa ne pensi?

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  29. scusa Manuela era un refuso, intendevo FB.
    Io sono contrario al grande fratello e la coscienza delle persone si sta risvegliando (spero)

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  30. Il fatto che tu sia contrario al grande fratello, come tanti altri, non fermerà questa tendenza. Del resto pur essendo contrario e cosciente del problema utilizzi comunque facebook e altri servizi (google per primo) passando sopra questa questione di principio.

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