Myspace: poteva diventare Facebook, invece…

Myspace

Myspace: per molti anni il più grande social network del mondo, oggi semplicemente uno dei tanti social, sempre meno utilizzato.

Torniamo indietro al 2003 quando Tom Anderson (poi amministratore delegato fino al 2009, quando lasciò in disaccordo con la futura proprietà), all’epoca studente dell’Università di Berkeley in California, insieme al suo amico Chris DeWolfe ( che si era da poco laureato all’Università della Souther Californi) creano questo social network con l’obiettivo di mettere a disposizione di ogni utente che si iscrive una pagina, un blog, lo spazio per caricare video e foto e la possibilità di cercare amici e conoscenti e di linkarsi a loro.

Diventa da subito il social più utilizzato e famoso, in tutto il mondo, e in particolare presso i gruppi musicali e presso i cantanti, grazie alla possibilità che c’era (e in parte ancora c’è) di mettere online i propri pezzi e di promuoverli presso i propri amici e presso gli amici degli amici.

I due fondatori vendono parte delle loro quote quasi subito a Intermix Media, che poi viene acquistata nel luglio 2005 per 580 milioni di dollari (!!) da Rupert Murdock e la sua News Corporation.

Ma l’arrivo di  Facebook e Twitter, con scelte strategiche più corrette, come vedremo più avanti, hanno lentamente sostituito pressi i giovani Myspace che ha iniziato un lento ed inesorabile declino. Nonostante questo, per diverso tempo il sito ha continuato a rappresentare uno spazio per i gruppi musicali, per via della possibilità di caricare file mp3 che, nei primi tempi, non era possibile sugli altri social network.

Nel 2011 ci fu un taglio di quasi il 50% del personale mentre a giugno dello stesso anno Murdock decise di vendere Myspace per soli 35 milioni alla Specific Media, specializzata in pubblicità online.

Il 15 giugno 2013 Myspace riaprì con un design rinnovato e migliorato, con la possibilità di ascoltare musica gratis dopo essersi registrati, e con la possibilità di aprire la propria stazione radio. Però ormai il dado era tratto.

In Italia Myspace aprì a dicembre 2006 in beta e il vero lancio fu a maggio 2007. I tassi di crescita interessanti (un nuovo utente ogni 5 secondi) con un tempo medio sul sito di 64 minuti/giorno, non poterono fare niente comunque rispetto alla decisione di chiudere la sede italiana nel giugno 2009.

Ma come mai si è arrivati a questo? Quali sono stati gli errori commessi da Myspace nella battaglia dei social network, considerando che aveva il vantaggio del first mover?

La difficoltà e lentezza di navigazione, che divenne sempre più difficoltosa  e lenta per la possibilità di personalizzare il look della propria pagina utilizzando direttamente il linguaggio HTML. Tali personalizzazioni erano rese possibili grazie ad alcuni siti esterni che, una volta selezionate le modifiche desiderate, restituivano stringhe HTML da copiare nelle informazioni di profilo. Tuttavia, l’abuso di questi codici (spesso unito alle scarse conoscenze informatiche degli utenti che li utilizzavano) rese molto difficile la navigazione del sito: molte pagine, alla loro apertura, richiedevano il caricamento di immagini, video, slideshow, lettori multimediali e altre applicazioni, aumentando la richiesta di banda e gravando sulla CPU dei computer meno potenti. Da qui si arrivò al 2009, con una sorta di “azzeramento ” dei profili, che, da quel momento, risultarono più omogenei a livello grafico. Però malgrado l’omogeneità grafica, una scellerata scelta di utilizzare i plugin in flash resero ancora più lenta la navigazione e Myspace venne gradualmente abbandonato.

Incapacità di evolvere insieme ai propri utenti. Il target iniziale di Myspace era quello che i markettari chiamano “Generazione Y”, ragazzi/eche all’epoca aveva un’età compresa tra i 13 e i 15 anni. Myspace non è stato in grado di seguire questa massa di persone mentre dall’adolescenza diventavano giovani adulti;

mancanza di innovazione e di adeguamento tecnologico. Facebook da subito è stato molto più veloce, più tecnologicamente avanzato, più stabile, più innovativo nel tentativo di cambiare costantemente e aggiungere nuove funzioni. Myspace in tutto questo ha perso, come non è riuscita ad usare sistemi di messaggistica istantanei (senza aprire una nuova finestra), a creare sistemi automatici di importazione di indirizzi email, a creare messaggi istantanei. Tutte cose per cui FB è oggi conosciuto.

Apertura verso sviluppatori esterni. Facebook aprì nel 2007 mentre Myspace solo un anno dopo, nel 2008. In sintesi, su Facebook si poteva giocare a Farmville con i propri amici molto prima che su Myspace.

– Mancanza di una chiara visione sul proprio ruolo. Nel 2010 il CEO Mike Jones dichiarò che Myspace non era più un social network ma un “social entertainment destination” (ma cos’è?!?!?) … cambiare mercato di riferimento non è mai una scelta saggia.

Ottica di breve periodo. Quando Murdock ha comprato Myspace nel 2005, il sito andava benissimo con 20 milioni di utilizzatori. E Murdock diede subito un target di fatturato importante per il 2006: Myspace avrebbe dovuto fare almeno 1 miliardo di dollari (rispetto ai 550M nel 2005). Questo generò nei dirigenti una corsa forsennata a monetizzare il sito senza ragionare con una logica di lungo periodo (nello  stesso periodo FB prevedeva che per anni non avrebbe fatto ricati e sarebbe andato in perdita, perché la visione era molto più di lungo periodo.

Peccato, perché come disse Sean Parker, Myspace poteva diventare come Facebook.

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