Riflessioni sul fallimento, sul successo e sulla felicità

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Se  oggi chiediamo ad un bambino delle elementari di scrivere cosa vuole diventare da grande, cosa risponderà secondo voi?

Immagino qualcuno astronauta, qualcuno calciatore, qualcuna ballerina, qualcun altro attore o scienziato o ingegnere o…

E se qualcuno ci rispondesse semplicemente “Felice” saremo portati a pensare che forse non ha capito bene la domanda, vero? O per lo meno ci spiazzerebbe, no?

Forse perché siamo noi a non aver capito bene il senso della vita?

Credo che il concetto di successo si sia perso per strada (non so bene dove) nel corso del tempo e a livello educativo stiamo creando generazioni di infelici. Perché ormai la parola successo è abbinata alla parola soldi. Ed è divertente come il desiderio di ricchezza e potere ha incrementato la velocità alla quale noi crediamo di aver bisogno di lavorare.

Per cosa poi? Per avere più soldi, per comprarci cose in più da mostrare magari a chi non ci sta nemmeno simpatico.

Che a sua volta fa lo stesso nei nostri confronti ….

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E in tutto questo siamo così presi che cerchiamo di misurare ogni aspetto della nostra vita e della nostra salute: chi non ha mai provato Fitbit o uno dei vari wearable per capire quanti passi facciamo, quante ore dormiamo, quante calorie bruciamo. Ora sembra che alcuni scienziati e matematici siano stati in grado di creare l’algoritmo della felicità, attraverso un’equazione. E sono sicuro ci sarà presto anche il “misuratore” di felicità come app sul nostro smartphone.

Ma allora torno cos’è il successo e cos’è il fallimento?

Credo sia necessario definire in primis cosa il successo e la felicità significano per noi.

Non vuole essere ipocrisia, ma dovremo convincerci che il nostro successo non sia misurabile dalla dimensione della nostra casa ma dalla grandezza del nostro cuore. Non può e non deve essere essere sempre e solo un tema di gratificazione, ma un tema di gratitudine. Non pensare (solo) a cosa fare ma a cosa essere. Sostituire le “to do list” con le “to be list”. Dobbiamo passare da quello che vogliamo fare nelle varie situazioni a quello che vogliamo essere nelle varie situazioni.

C’è una bellissima frase di Jim Carey: “Tutti dovrebbero diventare ricchi e famosi e fare tutte le cose che hanno sempre sognato di fare, per vedere che non è quella la risposta che cercano”. Perché la vera felicità e il vero successo sono dentro noi.

E ovviamente questa ricerca dentro noi può significare anche la voglia e la necessità di migliorarsi, di fare la differenza, di cambiare il mondo.

E quando sono queste le motivazioni che portano alla creazione di una startup beh, il tasso di successo a parità di condizioni cresce in modo esponenziale, perché si ha una forza ed una energia che solo chi ha una “mission” nella vita che lo rende felice riesce ad avere.

Sarebbe bello, per concludere, che si parlasse più di queste “mission” anche da noi in Italia rispetto (od oltre) alle exit, alle valutazioni, ai finanziamenti che riempiono tutti i giorni le pagine dei giornali quando si parla di startup.

Non credo di essere riuscito ad esprimere fino in fondo il mio pensiero, ma sono sicuro vi sia arrivato il ragionamento di fondo.

Buon Natale a tutti.

3 Comments

  1. Gentile Andrea, ho apprezzato molto questo tuo post.
    Soprattutto nella parte in cui ipotizzi che la felicità (quella vera!) coincide con la ricerca/sforzo del “miglioramento” di sè e del mondo.

    Dalla lettura dei tuoi post intuisco che sei una persona che non ama “parlare di persone o accadimenti”…

    A te interessa e ti emoziona parlare di idee e progetti, meglio se posseggono il potenziale di impattare sul mondo (nel senso di migliorare un’ attività umana “universale”).

    Per questo vorrei sottoporre alla tua attenzione – per averne un giudizio – due mie “idee”:

    http://www.isilange.com

    http://www.uaahoo.com

    Essere riuscito a realizzare questi due siti web (con l’aiuto di mia moglie) mi ha regalato davvero felicità.

    Se poi – trovando la squadra giusta – riuscissi pure a creare una startup….

    Cordialmente
    Franco Leone

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    • Ciao Franco, scusa se non ti ho risposto prima… i commenti spesso mi sfuggono. Grazie per il tuo messaggio e complimenti per aver colpito nel segno. Guarderò le tue idee nei prossimi giorni. Grazie intanto e a presto

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