Gli imprenditori migliori imparano dai propri fallimenti. Il caso Untitle Partners

Untitle Partners

Non tutte le startup fallite lasciano l’amaro in bocca ai loro fondatori, anzi. Ci sono casi in cui la fine di un progetto ha molto più da insegnare della sua stessa realizzazione. È il caso di Untitled Partners e del suo fondatore, Jordan Cooper che, dalle ceneri della sua creatura, ha ricavato una vera e propria lezione di vita e di business, riproposta da lui stesso in un post sincero, serio e ricco di spunti.

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Hackulous: anche i siti illegali falliscono se non evolvono

Hackulous - L'illegalità fallisce

La parola smartphone, al giorno d’oggi, è sempre più sinonimo di app. I nostri cellulari, infatti, di qualunque marca e modello, sono pieni di tool che permettono di giocare, controllare news, ascoltare musica, modificare immagini e fare milioni di altre cose, più o meno utili. Queste opzioni, tuttavia, sono per la maggior parte a pagamento. Hanno spesso un prezzo irrisorio, certo, ma rimane pur sempre un costo. Ecco perché i software che permettono di piratare le app più famose hanno un grande successo.

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FlyNonstop: come far fallire una compagnia aerea in meno di un anno

FlyNoStop

Kristiansand è una città norvegese di soli 83.000 abitanti, eppure Espen Hennig-Olsen, erede di una famosa azienda norvegese di gelati, era convinto che avesse bisogno di una sua linea aerea. Se vi state chiedendo cosa abbiano in comune aerei e gelati, la risposta è la più ovvia: niente! Forse è per questo che la startup creata da Hennig-Olsen, FlyNonstop, è fallita nel giro di un anno.

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Senza ricerche di mercato il ko è sicuro. Il caso Teamometer

Teamometer logo

“Siete manager? Avrete un sacco di cose per la testa e poco tempo da dedicare alle persone che lavorano per voi e ai loro bisogni”. Inizia così il video di presentazione di Teamometer, startup ideata nel 2011 da Sergio Schuler, giovane imprenditore di Porto Alegre.

Lo startupper brasiliano aveva iniziato a pensare al suo business per aiutare i manager “a non fare così schifo nel gestire i loro team”. Sergio, infatti, aveva avuto brutte esperienze: dirigenti poco professionali e poco inclini ad aiutare i propri dipendenti lo avevano convinto del fatto che, da soli, non sarebbero mai riusciti a coordinare correttamente un team.

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Rewinery: vino a domicilio? Ko in pochi mesi

Rewinery: vino a domicilio

“Vogliamo cambiare il modo in cui le persone comprano il vino, facendo diventare la sua scoperta una cosa divertente, facile e immediata.”

Questo era l’obiettivo e la promessa di Rewinery, start up nata all’inizio del 2012 dall’idea di due amici, Joana Koiller e Paulo Lerner. Il servizio offerto è ben conosciuto e sviluppato da molti: ordinare merce (in questo caso vino) on line e riceverla comodamente a casa, in ufficio o dovunque si desideri. La prestazione, in questo caso, era disponibile solo per San Francisco, ma nei piani dei due soci avrebbe dovuto raggiungere altri importanti centri degli Stati Uniti come New York e Boston. Peccato che non tutto sia andato secondo i piani.

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